La coerenza dell’ateismo

La coerenza del cristiano tra ciò che crede e ciò che vive è la santità. Una bella avventura. Di solito però non viene reclamata la corrispondente coerenza credo/vita all’ateo, che è il nichilismo, il “neanche un filo” di senso e valore. Troppo comodo negare Dio e mantenere un sistema di senso, valori e ideali che debbono la loro salute alla visione religiosa. Cosa vuole dire visione religiosa della vita? Che il nostro essere qui ha uno scopo da scoprire e vivere. Se Dio non esiste, il divenire della materia è completamente insensato, non ha scopi e fini. E i valori sono costrutti della mente umana, niente di oggettivo, di vero, di universale e universalizzabile. Questi prodotti delle menti sono totalmente equivalenti. Sartre citando Dostoevskij ne condivide la frase pronunciata dal personaggio ateo Ivan Karamazov: “Se Dio non esiste tutto è permesso”. E commenta “Effettivamente tutto è lecito se Dio non esiste… è molto scomodo che Dio non esista, poichè con Dio svanisce ogni possibilità di ritrovare dei valori in un cielo intelligibile; non può più esserci un bene a priori poichè non c’è nessuna coscienza infinita e perfetta per pensarlo; non sta scritto da nessuna parte che il bene esiste, che bisogna essere onesti… siamo su di un piano su cui ci sono solamente uomini”. Io giro il detto. Se Dio non esiste tutto è permesso, ma se non tutto è permesso Dio esiste. L’ateo buono, che rifiuta nella prassi e nel pensiero il nichilismo, è, volente o nolente, un indice puntato all’affermazione di Dio, ed esplicita un senso della vita, una direzione e che noi abbiamo un compito. Grazie atei buoni.

(Fb-Fsc 6-11-2017)

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