{"id":685,"date":"2023-02-06T10:10:14","date_gmt":"2023-02-06T10:10:14","guid":{"rendered":"https:\/\/versodio.it\/deotective\/?p=685"},"modified":"2023-02-06T10:10:33","modified_gmt":"2023-02-06T10:10:33","slug":"la-reincarnazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/versodio.it\/deotective\/index.php\/2023\/02\/06\/la-reincarnazione\/","title":{"rendered":"La reincarnazione"},"content":{"rendered":"\n<p><meta http-equiv=\"content-type\" content=\"text\/html; charset=utf-8\"><\/meta>Trovo interessante leggere le riflessioni di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/442791072436589\/user\/100000925585380\/?__cft__[0]=AZVwUgdTPeRxbmTFsnDfN5lQmP0WoGec37yE2geq0TdjTO0EZ9-Rk1h0kaqoRn6lYa6ZVZqPxTO09Ez1p02NpM7ShOxoixMnhSkRSq4YyDSmy790Xldla5rT-FZwn9Lbq3yit9Cqxj8t_c8ARWApke7FBLaLIOzSuBesFZ-lFazv8w&amp;__tn__=-]K-R\">Franco Bertossa<\/a>, mai banali, e come credente sono provocato ad approfondire il mio assenso religioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questo testo mi \u00e8 piaciuta la descrizione dell&#8217;oggettivit\u00e0 del mondo e del &#8220;meccanismo&#8221; della convinzione. A me sembra per\u00f2 che l&#8217;esclusione di Dio &#8220;dall&#8217;assolutezza&#8221; della convinzione sia impropria. <a><\/a>Ritengo infatti che la convinzione non sia l&#8217;atto primo dello &#8220;spirito&#8221; ma sia successivo. Prima della convinzione c&#8217;\u00e8 l&#8217;apprensione e poi il giudizio su tale esperienza. Lo stupore per qualcosa che c&#8217;\u00e8 \u00e8 dirompente e precede l&#8217;esercizio del pensare. Ci troviamo cio\u00e8 nudi e &#8220;assolutamente&#8221; coinvolti in un esistere pre-pensato, oggettivo. Dallo stupore nasce poi il domandare (&#8220;che \u00e8 questo?&#8221;) e l&#8217;attestazione di verit\u00e0 (almeno di quella esperienza). Nel trovarci esistenti entra in ballo Dio, oppure no.<\/p>\n\n\n\n<p>Volevo poi annotare (e chiedere provocatoriamente) come in una prospettiva atea, cui anche Bertossa partecipa negando direttamente Dio e sottolineando l&#8217;idea di &#8220;spirito&#8221; in senso immanente, la liberazione dello spirito dalle strettoie materiali di non verit\u00e0 sia presto raggiungibile. Perch\u00e8 anni di pratiche di meditazione per giungere a capire che siamo nulla destinati a nulla? Non basta un colpo in canna per restituirci, in una prospettiva correttamente atea, la &#8220;pace eterna&#8221; e riallineare la temporanea deviazione della nostra consapevolezza, feconda di dolore, alla piana silenziosit\u00e0 cosmica? E se invece che il lieto nulla di s\u00e8 si attendono altre vite in serie, pu\u00f2 essere questo accettato da un pensiero ateo? Non rientra &#8220;Dio&#8221; o una dimensione religiosamente spirituale dalla finestra?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/versodio.it\/deotective\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG-20201106-WA0005-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-686\" width=\"480\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/versodio.it\/deotective\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG-20201106-WA0005-1.jpg 960w, https:\/\/versodio.it\/deotective\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG-20201106-WA0005-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/versodio.it\/deotective\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/IMG-20201106-WA0005-1-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Testo di Bertossa:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Due sono le prospettive su cui poggia una visione del mondo: una oggettiva l&#8217;altra soggettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima d\u00e0 origine alla scienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Essa assume una oggettivit\u00e0 del <a><\/a>mondo, ovvero una sua esistenza non derivante dalle attivit\u00e0 di una mente o di una coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa visione si intende che la mente stessa emerga come particolare funzione dalla complessit\u00e0 del mondo oggettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalemente non tutti i pensatori che orbitano attorno al mondo scientifico la pensano cos\u00ec radicalmente, ma non ho mai trovato argomenti decisivi, sempre nell&#8217;ambito del pensiero scientifico, capaci di smentire tale radicalit\u00e0 che fu ben formulata da Jacques Monod nel Postulato di Oggettivit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Si d\u00e0 un mondo esterno a noi che noi percepiamo coi sensi e sistematizziamo con la logica&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La visione incentrata sul soggettivo, invece, intende il mondo come rappresentazione dell&#8217;attivit\u00e0 di una mente o di uno &#8220;spirito&#8221; originario.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa necessariamente accomuna del due visioni?<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto che sia dell&#8217;una che dell&#8217;altra occorra essere convinti.<\/p>\n\n\n\n<p>La convinzione, per\u00f2, \u00e8 atto dello &#8220;spirito&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>(inteso in senso tedesco, Geist, o francese, Esprit, in un accezione, cio\u00e8, non necessariamente spirituale o religiosa come noi italiani saremmo portati a intendere)<\/p>\n\n\n\n<p>Essere convinti che.., assumere che.., sono nostre capacit\u00e0 originarie, insormontabili.<\/p>\n\n\n\n<p>O sei convinto che non lo siano?<\/p>\n\n\n\n<p>O assumi che non lo siano?<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque lo sono.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 ogni alternativa sarebbe oggetto di convinzione o di assunzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;atto di convinzione noi ci viviamo in modo assoluto, ossia in esso non ci \u00e8 neppure data la possibilit\u00e0 di pensarci relativi, derivati, &#8220;deboli&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti di tutto ci\u00f2 dovremmo essere convinti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la porta del trascendentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non spaventatevi, nulla di religioso.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Trascendentale&#8221; significa solo condizione a priori di conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 si possa avere una qualsiasi conoscenza, le condizioni di conoscenza &#8211; trascendentali &#8211; devono essere gi\u00e0 presenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche per dubitare di questo o negarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo gioiello ce lo ha portato a consapevolezza Kant e per questo gli dobbiamo molto.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente chi legge pu\u00f2 non restare molto impressionato da tutto ci\u00f2, e questo accade perch\u00e9 poche persone si approcciano a tali questioni ultime da una propria lucida posizione che, confrontata con altre posizioni di conoscenza forti, come pu\u00f2 essere quella di Kant ma quelle anche di altri pensatori cruciali, possa dar luogo a risposte decisive, certe, potenti, capaci di orientare una vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo sovente invito gli amici che mi leggono ad un incontro occhi negli occhi, poich\u00e9 solo cos\u00ec si pu\u00f2 procedere gradino per gradino, senza che nulla venga lasciato nell&#8217;ambiguit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella intensit\u00e0 di un confronto faccia a faccia, dove di qualcosa ne vada anche sul piano personale, la capacit\u00e0 intuitiva diventa pi\u00f9 acuta perch\u00e9 siamo messi in gioco ed \u00e8 possibile che si faccia un determinante passo nella comprensione di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>(Molti declinano. Alcuni mi hanno addirittura detto che avevano impegni per molti mesi venturi.. Hanno messo le mani avanti..<\/p>\n\n\n\n<p>Ritrovarsi in angolo spaventa anche se accadrebbe null&#8217;altro che di scoprire qualcosa di s\u00e9. Ma ogni persona va rispettata, anche nelle sue incertezze e titubanze)<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque dicevo che l&#8217;atto della convinzione \u00e8 atto dello &#8220;spirito&#8221;, ossia che si presenta a priori in ogni tentativo di conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Esso rivela un assoluto, un evento che non \u00e8 lecito pensare derivato dal cervello, dall&#8217;ambiente o da un Dio, poich\u00e9 di tutto ci\u00f2 &#8211; cos\u00ec come del loro opposto &#8211; occorrerebbe essere convinti.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;atto di convinzione va distinto dal contenuto di convinzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Posso essere convinto dell&#8217;esistenza di Dio cos\u00ec come della sua inesistenza, ma sempre mi vivo in una convinzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta giunti a bene intendere l&#8217;assolutezza dell&#8217;atto di convinzione, occorre frequentarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo si fa meditando e attraverso l&#8217;autoreferenza, ovvero con modi di attivazione dell&#8217;atto della convinzione sull&#8217;atto della convinzione stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un modo efficace \u00e8 provare a dubitare dell&#8217;assolutezza della convinzione o a negarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 lecito assumere che questo mio dubbio possa essere un atto derivato (da cervello, anima, Dio..)?<\/p>\n\n\n\n<p>Sia che s\u00ec, sia che no.. ne sono convinto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque no.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti proprio mentre dubito, mi vivo nella convinzione che solo il procedere col dubbio possa garantirmi di non esser ingannato.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec il dubbio, provando ad aggredire l&#8217;atto di convinzione, lo rafforza.<\/p>\n\n\n\n<p>Allorch\u00e9 tale pratica autoriferita si acuisce e approfondisce, lo &#8220;spirito&#8221; inizia ad agitarsi e a rilasciare ulteriori intuizioni sulla verit\u00e0 cercata.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla pratica autiriferita accade che ci si ritrovi nella dimensione &#8220;medesimale&#8221; (la tathata (talit\u00e0) dei buddhisti) e di l\u00ec, insistendo secondo precisissime indicazioni, allorch\u00e9 lo &#8220;spirito&#8221; si arroventa di propria intensit\u00e0, chiusegli tutte le vie di fuga e dispersione, pu\u00f2 accadere di vivere il salto in un nuovo principio, quello esistenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il satori dello zen.<\/p>\n\n\n\n<p>Ch lo ha vissuto si commuove al solo ricordo di quanto gli fu svelato in quel raro e prezioso evento.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 la fine della via, ma solo il vero inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una via seria, precisa ed \u00e8 inaggredibile poich\u00e9 si alimenta proprio dei tentativi di aggredirla con i nostri dubbi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una via per coraggiosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti solo chi ha pi\u00f9 fame di verit\u00e0 che di vita pu\u00f2 affacciarsi all&#8217;orlo del senza fondo, dell&#8217;abisso, e proprio l\u00e0 stabilire il luogo della propria pratica.<\/p>\n\n\n\n<p>A che pro?<\/p>\n\n\n\n<p>Se lo chiedi, significa che non vuoi essere ingannato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco: per non essere ingannati.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la Verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Per cos&#8217;altro?<\/p>\n\n\n\n<p>Ti spaventa o ti richiama?<\/p>\n\n\n\n<p>..<\/p>\n\n\n\n<p>Franco Bertossa<\/p>\n\n\n\n<p>Foto: Una ventina di anni fa, a Sera-je, monastero tibetano in India, con amici lama.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello subito alla mia destra \u00e8 fuggito a piedi dal Tibet occupato attraversando l&#8217;Himalaya. Ha camminato per tre mesi, camminando quasi solo di notte, nascondendosi sempre per non essere intercettato dalle truppe di confine cinesi che sparavano a vista e con lunghi forzati digiuni (scherzando, diceva che aveva fatto una cura dimagrante).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 uno spirito incredibile, dolce e fortissimo, sempre di buon umore (almeno mai mostra altro). Ora si prende cura di ragazzini che i genitori tibetani mandano con tutti i mezzi a studiare in India, nei monasteri.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trovo interessante leggere le riflessioni di Franco Bertossa, mai banali, e come credente sono provocato ad approfondire il mio assenso religioso. 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