SI DEUS NON EST, UNDE BONUM?
Che risposta date?
È la seconda parte di una domanda di Boezio. La prima diceva “Si Deus est unde malum?”, ed è certamente seria e profonda ma più risaputa e frequentata. La seconda parte invece è più originale e molto interessante. Sottintende che tra Dio e Bene ci sia una correlazione, tanto stretta che in assenza di un elemento il filosofo si stupisce che possa esistere l’altro elemento: se Dio non esiste, si chiede e ci chiede, da DOVE (Unde) viene la nostra idea di bene e l’idea stessa di bene? Come mai, nonostante l’assenza di Dio, noi emettiamo giudizi di valore, di bontà, relativamnete ad azioni o situazioni, presenti o passate? Ed essendo il male SECONDARIO rispetto al bene, ne deriva che senza Dio oltre a diventare problematica l’esistenza del bene lo diventa anche quella del male. A meno che non si si spieghi in maniera convincente l’UNDE, il da dove, il come mai. Come spiegate perciò il persistere in ambito ateo di giudizi di valore, di bontà e negatività senza che ci sia un Dio creatore?

