Dimostrare Dio? Dimostrare l’anima? Basta pensare. Il più semplice esercizio di pensiero denota la trascendenza del pensante. Come rileva Kant in questa semplice osservazione: “La mia esistenza nello spazio e nel tempo è determinabile empiricamente. lo sono a me stesso un oggetto sensibile. Ma per poter dire questo, il cogito sum cogitans [penso-sono pensante] non è empirico.”
Cari scettici per hobby e di professione, non bisogna cercare chissà quali dotte dimostrazioni, chissà quali castelli metafisici, non servono ragionamenti complicati e astrusi. Serve solo riflettere sul nostro riflettere. Dove siamo mentre pensiamo? Chi pensa? L’apprensione del nostro corpo e del mondo di fronte a noi è fatta da una posizione meta-empirica. Necessariamente.
Guarda la tua mano e cogliti trascendente. Negare questo è negare lo stesso pensare. Ma poichè lo negheresti sempre col pensiero, che trascende la tua stessa formula, non lo puoi negare. Siamo corpi-trascendenti, empirici e meta-empirici. Lo spirito esiste. Dio e l’anima sono certezze di pensiero.

