Il virus del nichilismo

Il vero problema è il nichilismo, ovvero la conseguenza coerente del rifiuto di religiosità. I più non se ne accorgono e lo dimostra la reazione convulsa a ragionamenti di questo tipo. Dopo Dio la ragione asfittica attacca l’uomo e gli ideali che si ritengono autoevidenti. In un certo senso è vero che lo sono. È come l’occhio che vede sorgere il sole e lo segue spostarsi nel cielo. Poi arriva uno che svela l’illusione. Così ideali, valori, principi filosofici, sono chiari e forti all’uomo che vive, almeno fino a quando arriva uno che ne decreta l’autoproduzione umana, proprio come il divino. E così non resta più nulla. Lo spillo della ragione impazzita fa scoppiare l’uomo, l’umanità, la verità, l’etica, il soggetto, gli universali, lo splendore del bello, l’amore… tutto apparenza di cartapesta. Puf.

Noi religiosi abbiamo il compito immane di salvare l’uomo e la civiltà. Siamo anche noi travolti dallo scetticismo dovuto a una ragione ipertrofica e allo strangolamento del sensorio spirituale. Ma siamo il vaccino che può salvarci dalla distruzione. C’è da lavorare, a cominciare dal riacquistare la fiducia di fondo esistenziale, per nulla scontata; e su quella tessere con arte l’intuizione del sacro con le sofisticate conoscenze in tutti i campi. Sono fiducioso.

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