Robot persona?

Ho visto due video del divulgatore scientifico Balbi, uno sul determinismo fisico e la relativa illusione del libero arbitrio, e l’altro sul tempo come blocco di Einstein che comporta l’esistenza attuale del futuro e perciò un divenire senza alternative. Istintivamente sono contrario a questa visione ma ho voluto cercare un metodo critico per rifiutarlo e ho pensato a una simulazione che vorrei condividere.

Quali potrebbero essere le proprietà per le quali un robot o una macchina dotata di intelligenza artificiale può essere considerata persona autonoma, svincolata dalla programmazione? La possibilità di sbagliare, avere sentimenti, l’autoconsapevolezza, il senso della mortalità…? O cos’altro? E come verificarli, semmai sia possibile?

L’effetto della simulazione è che se da una parte l’umanizzazione della macchina può di riflesso diventare la via per una reificazione dell’uomo, dall’altra, e in positivo, può soprattutto indicare che se questi requisiti che ci fanno dire che la macchina è diventata persona ce li abbiamo anche noi, allora possiamo fondare criticamente la convinzione di essere liberi e veri.

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