La natura dell’istante

In una località balneare dell’Inghilterra mi ricordo di un gioco che per me era una novità. Consisteva in una gabbia protettiva in cui con una pistola a getto d’acqua si doveva sollevare e mantenere in aria un pallone. Se si spegneva il getto o si spostava la pistola la palla cadeva. Mantenerla stabile nell’aria non era un’impresa semplice e perlopiù erano tentativi goffi. Successivamente ho immaginato che quella palla galleggiante potesse somigliare all’esistere di ogni cosa che veniva sostenuta nell’essere, istante per istante, grazie all’abilità di un “giocatore” speciale. Se questi sospendesse il suo getto creativo ogni cosa ricadrebbe nel nulla. È un’immagine della contingenza dell’intera realtà, dipendente in ogni istante dal “giocatore” che tiene in essere l’insieme dell’universo e le sue parti. Nel cercare un’illustrazione di quel gioco ho scoperto un video simile che può mostrare il simpatico effetto. https://youtu.be/mNHp8iyyIjo

Quando si parla dello spazio-tempo che dura da sempre o che ha un inizio assoluto, e si obietta con un sofisma linguistico che un prima non può esistere poichè sarebbe esso stesso temporale, si dimentica che la modalità di esistenza dello spazio-tempo è simile a quella palla che galleggia nel vuoto sospinta continuamente dal getto d’acqua. Così ogni istante galleggia sul suo nulla (non certo sull’impossibile Nulla assoluto) per iniziativa di un invisibile artefice. In questo modo il rebus del “primo istante” si avvicina a soluzione per quanto riguarda la presunta aporia tra non esistere da sempre e non avere tempo precedente.

Il primo istante ha la stessa natura di ogni istante. Come l’apparire di ogni istante tiene insieme sia l’apparire dello spazio-tempo che il non derivare da un ulteriore tempo, così è per il “primo istante”. Il galleggiare sul ni-ente dell’ente è effetto di un regalo perdurante. L’abile giocatore tiene in essere ogni cosa, creando la dinamica del divenire. In ogni istante c’è un inizio, cugino o fratello del primo inizio spazio-temporale. Per capire quel primo inizio facciamo attenzione a questo continuo iniziare. Nel nostro qui e ora possiamo tuffarci nell’apparire originario con lo stesso intenso stupore.

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