PREMESSA. Emanuele Severino accusa l’occidente di essere nichilista perchè crede che le cose scaturiscono dal nulla e vi ritornano passando dal presente a un inesistente passato. Appaiono e scompaiono. Dal nulla al nulla. Per lui invece le cose sono eterne.
PRIMO IMBARAZZO. Un ateismo coerente che nega l’eternità delle cose è costretto ad accettare la “magia assurda” dell’apparire delle cose dal nulla. Si dice che le cose passano, e i libri di storia lo testimoniano, ma senza andare tanto in là basta alzare la mano per rendersi conto che quel gesto appena compiuto subito non c’è più. Dove vanno a finire i giorni e gli attimi che incessantemente escono dal radar della consapevolezza? Ma se le cose passano è perché continuamente appaiono. Da dove arrivano? Da Dio? Impossibile. Ci si è forse dimenticati che per l’ateismo non esiste alcun Dio eterno e creatore? Allora da dove sta apparendo adesso, in questo momento, la realtà? Su cosa è appeso il reale che appare? Se Dio non esiste non resta che il Nulla. Ma come può il Nulla, che non è il vuoto, fare apparire qualcosa? Con quale superstizioso abracadabra tutte le cose appaiono dal Nulla? Il Nulla in cinta senza Spirito santo? Come si può servire la ragione e portarla all’occhiello se la razionalità è bacata da questo assurdo originario? Imbarazzante.
SECONDO IMBARAZZO. Si potrebbe eliminare il problema dell’assurdo “Nulla fecondo” che circonda la realtà accettando, come propone Severino ad esempio, che il mondo sia eterno, in tutte le sue parti. Sennonché questa soluzione porta dei problemi non piccoli per un ateismo coerente. Un mondo eterno vuol dire che le cose non passano ma restano immutate da qualche parte per l’eternità. Un immenso archivio cosmico le conserva per sempre, le cose belle ma ache quelle brutte. Un infinito Tesseratto (Interstellar) che conserva ogni piccolo istante. Ma una realtà eterna vuol dire che lo è non solo per le cose che “fingono di passare”, ma anche per quelle che “fingono di apparire”. Un mondo eterno è tale anche nei confronti del futuro. Gli eventi non nascono dal nulla, esistono già pronti ed eterni. Una specie di “4 salti in padella” pronti all’uso conservati in un Freezer Metafisico. Oggi c’era già ieri l’altro, dopodomani c’è già oggi. Questo determinismo assoluto, preciso fin nei minimi dettagli, fa saltare in aria tanti miti dell’ateismo. Viene costretto in pensione il “caso” che si credeva governasse gli eventi. È sbriciolato il darwinismo e l’evoluzione che procede senza un fine preordinato. Finiscono gambe all’aria la libertà e l’autodeterminismo tanto osannati. Esplode il diritto e i diritti visto che i delitti e le azioni negative sono scritte da sempre nel Gran Copione Galattico. Fanno un tuffo nel burrone gli scandali sbandierati un tempo con rabbia e isteria: Auschwitz, il cancro, le crociate, l’inquisizione, Galileo Galilei, Giordano Bruno, la pedofilia, la cupidigia di ecclesiastici corrotti… tutto era necessario, obbligatorio, determinato, previsto e stabilito dal Destino Assoluto. Non resta che tacere e mettersi a sedere senza fiatare. L’ateismo abbandona il vecchio Dio per finire impastoiato nella tela del Ragno Ananke. Che super imbarazzo.
CONCLUSIONE. Un ateismo coerente è invivibile. O chiude nell’Assurdo di una fede nel Nulla che fa apparire tutto senza ragione e fa vivere irrazionalmente. O è paralizzato da un Destino che lega ogni attimo in una partitura perenne e immutabile. L’Ateismo è rimpallato tra Assurdo e Destino, tra Alogos e Ananke. Ma gli atei se ne rendono conto? Hanno qualcosa da dire di serio? O si abbandonano ai soliti infantili lazzi che denunciano un imbarazzo non risolto?

