Libertas

Che ne dite di questo abbinamento ripetuto di libertà e croce? Lo interpreto come fondamento religioso, o specificamente cristiano, della libertà, del libero arbitrio.

Ora, tenuto conto di tutti i condizionamenti possibili, per i quali risulta velleitaria almeno la seconda parte dell’affermazione di Sartre: “l’uomo è libero, l’uomo è libertà”, mi interessa confrontarmi sulla possibilità di un vero, pur residuo, volere. Pertanto:

• È possibile, in un universo “ridotto” a materia/energia (come pure il cervello umano), e pertanto sottoposto alla necessità di leggi di natura stringenti, l’esistenza di un ente svincolato da tale necessità?

• Se fosse vero il totale determinismo del mondo fisico, sarebbe possibile che un ente libero riesca a mantenere tale libertà pur nel determinismo generale? Cioè la libertà umana non presuppone un’apertura indeterministica della natura?

• L’apertura della natura (caso) e dell’uomo (libertà) può essere paragonata al miracolo che interrompe la necessità deterministica naturale?

• La visione del mondo religiosa può essere fondamento ontologico all’ente libero che è l’uomo e, in maniera ascendente, all’apertura del mondo naturale?

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