Un commento letto recentemente in cui si diceva che “l’ateo pensa solo a godersi la vita”, mi ha fatto pensare alla frase del card. Biffi, secondo cui “mangiare i tortellini con la prospettiva del paradiso, della vita eterna, rende migliori anche i tortellini, più che mangiarli con la prospettiva di andare a finire nel nulla”.
È diffusa l’idea che il senso di contingenza impreziosisca l’unicità delle esperienze, ma è soprattutto vero che se si ama qualcosa, a partire da se stessi, si vorrebbe salvarlo dall’annullamento. Davanti al nulla vittorioso o ci si abbuffa (ancora, ancora) o si vive con una nota malinconica (dietro il tuo bel sorriso c’è il teschio) che rovina il sapore autentico delle cose.

