La verità fa male all’ateismo

Affermare una verità o riconoscere qualcosa di vero, cioè di reale, di realmente esistente e così, presuppone un’ontologia della sostanza, secondo la quale il mondo è popolato da essenze intelligibili e da enti in grado di riconoscerle. Dire che X è vero suppone l’esistenza di X come entità trans-temporale, perdurante nel tempo, e l’intelletto di un soggetto a sua volta trans-temporale in grado di attestarlo.

In un’ontologia materialista (o naturalista) il mondo non ha essenze e sostanze che permangono nel tempo ma forme provvisorie e convenzionali. Eventi allucinatori (percezioni senza “oggetto”). Frame assolutamente discreti e narrativamente associati dall’inganno percettivo e dalla violenza di una volontà di potenza. Fotogrammi isolati di atomi e forze uniti in forme consequenziali dalla convenzionalità di soggetti a loro volta artificiali. In questo contesto affermare che qualcosa sia vero è un controsenso, come l’affermare che girare in auto sul lato destro sia vero o che esista un “sapore vero”. La convenzionalità nell’ontologia naturalista è estesa ad ogni aspetto della “realtà”, ad ogni fetta e frame di mondo che così diventa un caleidoscopio di colori, suoni e forme-puntiformi senza sostanza.

Il retaggio di una metafisica religiosa è però duro a morire. Il naturalista difficilmente ha coscienza del problema e continua a intrattenersi con soggetti, nomi, cose vere, oggetti reali. Tuttavia l’evaporazione del saggio “senso comune” seccherà la loro esistenza lasciando i non-più-individui, i non-soggetti/oggetti (individui, soggetti, oggetti, sono concetti ancora troppo sostanziali), a vagolare nel magma dell’insignificanza (solo in un orizzonte veritativo si dà significato). Continuare a usare una concettualità veritativa è concesso grazie al lascito di un’ontologia metafisica e religiosa che emana ancora senso e vita. Per essere davvero atei, fruitori coerenti di un’ontologia frame-ntaria, si dovrebbe superare la pericolosa verità. Ma ogni volta che si afferma “questo è” si è, ateisticamente parlando, fottuti. (imho)

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