Ultima tappa

L’evoluzione ha distillato la religione come necessaria per vivere. L’unico modo per superare evolutivamente la religione è rispondere a ciò che lei ha finora risposto: rispondere al perchè si vive; offrire luce alla domanda di senso per la meraviglia della vita e l’orrore che la minaccia; giustificare un dover essere etico incondizionato e generale, se non universale; fornire speranza ai naufragi esistenziali e alle tante vite fallite per miseria, malattia, ingiustizia, sopraffazioni…; contrastare il lugubre scenario in-sensante della morte (il nulla che annulla verità, senso, bellezza, bontà, felicità); attestare consistenza reale all’esperienza estetica, all’amicizia, all’amore; promuovere il valore mobilitante della festa, per un divenire sereno e costruttivo; motivare all’impegno e al sacrificio dell’unica vita a disposizione, anche quando non è possibile la gratificazione; dare un vero referente a parole come fraternità e famiglia, caso e libertà, pari dignità e diritti fondamentali; strutturare le condizioni di possibilità e i presupposti etici e noetici alla ricerca filosofica e scientifica; dissetare la sete di assoluto con la meditazione, i riti e la preghiera…

Un compito arduo per l’ateismo duro e puro (non per quello ruffiano e incoerente). A che punto siamo con le risposte alternative? Come mai alcuni sono già atei senza avere risposte? Come mai gli atei contrastano l’evoluzione darwiniana senza avere e offrire un reale miglioramento? Ha sbagliato Darwin o stanno sbagliando loro?

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