Il giovane Russell (vedi il testo sotto) ha capito male il concetto di Causa Prima che non è rivolto all’intero spettro del reale ma a ciò che INIZIA, che passa dalla potenza all’atto direbbero gli scolastici. Non si applica perciò a Dio, ma solo a ciò che inizia ad essere. O il mondo è da sempre, o non lo è e deriva da un Essere che è da sempre. Qualcosa che sia da sempre è necessario. O il mondo o Dio.
Poichè il mondo non è da sempre, in quanto radicalmente contingente (seconda legge della termodinamica che prevede una morte termica e quindi l’implicazione di un inizio; o la impercorribilità di un passato infinito che ancora una volta implica un inizio) si è costretti a concludere, se si vuole restare nella dimensione razionale, che è necessario un Ente eterno. Come Esso sia non lo so, ma la logica lo reclama.
Quanto a Russell si può capire che confondere “ogni cosa richiede una causa” con “ogni cosa che inizia ha una causa”, possa succedere a 18 anni, ma con tutta la sua successiva sapienza poteva anche arrivarci, se non avesse avuto il solito pregiudizio liquidatore del divino.
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TESTO DI RUSSEL
“Quando ero giovane e studiavo questi problemi [ossia gli argomenti sull’esistenza di Dio] con molta serietà, ammisi io stesso per molto tempo il principio della Causa Prima. Un giorno, però, a diciotto anni, leggendo l’autobiografia di John Stuart Mill, trovai questa frase: «Mio padre mi insegnò che la domanda: “Chi mi creò?” non può avere risposta, perché suggerisce immediatamente un nuovo interrogativo: “Chi creò Dio?”». Compresi allora quanto fosse errato l’argomento della Causa Prima. Se tutto deve avere una causa, anche Dio deve averla.[ … ] Il mondo potrebbe anche essere sempre esistito.”
Bertrand Russell, Perchè non sono cristiano

